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Impianti dentali a carico immediato

TECNICA CHIRURGICA DI IMPIANTI A CARICO IMMEDIATO

La buona riuscita dell'intervento chirurgico presuppone alcuni requisiti di ordine generale:

  1. 1. Condizioni di sterilità della sala odontoiatrica, dello strumentario chirurgico, degli operatori e dello stesso Paziente nei convenienti limiti (cuffia, camicia, sovrascarpe, ecc.)
  2. 2. Adeguata valutazione del paziente (dal punto di vista clinico generale, psicologico, radiografico etc.)
  3. 3. Adeguata valutazione del caso con studio dei modelli.
  4. 4. Adeguata preparazione tecnico-professionale dell’equipe chirurgica.

TRATTAMENTO PREOPERATORIO

Si inizia con la profilassi antibiotica 48 ore prima dell’intervento, il trattamento dovrà essere proseguito per altri tre giorni dopo l’intervento chirurgico. Durante l’intervento si somministrano 100 mg.di nimesulide.
Prima di accedere alla sala chirurgica, al paziente vengono fatti fare gargarismi con clorexidina allo 0,2%, quindi la bocca viene pulita all’esterno con clorexidina allo 0,5%.
Il Paziente indosserà una cuffia, una camicia e sovrascarpe sterili.

ANESTESIA

La tecnica implantologica non presenta sostanziali differenze tra le due arcate. In entrambi i casi si pratica l’anestesia per infiltrazione in corrispondenza della zona dove sarà posizionato l'mpianto interessando la cresta alveolare, il lato vestibolare e quello, rispettivamente, palatino o linguale. Si sconsiglia di eseguire un'anestesia tronculare sia a carico del nervo alveolare inferiore sia a carico del nervo palatino maggiore. In entrambi i casi, infatti l’operatore non avrebbe nessuna possibilità di rilevare eventuali fatti compressivi involontariamente portati a livello dei tronchi nervosi sopra menzionati, durante l'intervento chirurgico.

FASE CHIRURGICA

La filosofia chirurgica a caricamento immediato è nata affinchè l'implantologo e il protesista possano optare per diverse soluzioni, dal punto di vista clinico-protesico, con una tecnica chirurgica mini-invasiva Ovvero operare con una metodica in tempo unico (one step) a tenuta corticale primaria e quindi caricamento immediato.

FASE POST-CHIRURGICA

In corrispondenza del sito osseo sottoposto ad intervento si provvede ad applicare un impacco con ghiaccio. A domicilio si consiglia un comportamento che prevede: proseguimento degli impacchi freddi durante il giorno dell'intervento, terapia antibiotica per almeno altri tre giorni, terapia con analgesici/antiflogistici per ventiquattro ore, adeguato regime dietetico per quarantotto ore. Si sconsiglia di portare protesi rimovibili parziali o totali per due giorni dopo l'intervento. Successivamente il paziente viene rivisto e la protesi viene opportunamente scaricata in corrispondenza degli impianti e ribasata con resina acrilica morbida e condizionante; se i tessuti molli fossero particolarmente compromessi si procede allora utilizzando dei condizionatori tessutali a distanza di due o tre settimane. Il paziente viene rivisto mensilmente per valutare la corretta guarigione nel tempo.

TECNICA MINI-INVASIVA

Arcata inferiore

Fase 1: perforazione della corticale ossea.
Dopo l'utilizzo del mucotomo per i tessuti molli, si procede con la fresa Ambler montata su contrangolo a bassa velocità. In questa fase si esegue la contemporanea perforazione del periostio e della corticale fino al raggiungimento della spongiosa ossea. Poiché si usa uno strumento rotante il sito di penetrazione nell’osso deve essere abbondantemente irrigato con soluzione fisiologica onde evitare un surriscaldamento. Durante l’azionamento della fresa il manipolo viene continuamente sottoposto ad un movimento di va e vieni verticale così da assicurare l'irrigazione anche in profondità.
La fresa deve essere continuamente pulita dai fustoli ossei che si depositano lungo le sue scanalature.

Fase 2: maschiatura.
Il sito osseo che ospiterà l'impianto viene sottoposto a preparazione manuale e progressiva con maschiatori autofilettanti a vite fino al raggiungimento di un impatto soddisfacente. Questa fase assicura la preparazione di un sito adeguato senza sottoporre a stress meccanico l'osso ricevente. Dopo ogni passaggio è consigliabile, comunque, eseguire un lavaggio con soluzione fisiologica per rimuovere i frammenti ossei dal fondo della preparazione e con antibiotico per controllare eventuali infiltrazioni batteriche. La direzione di inserimento del maschiatore è diversa a seconda della zona in cui si opera. Nei settori posteriori la direzione sarà linguo-vestibolare, mentre in corrispondenza dei premolari sarà esattamente opposta; questo per evitare di esercitare fatti compressivi a carico del canale alveolare. Nella zona inter-foraminaria si dovrà porre attenzione a livello della sinfisi mentoniera in quanto area poco consigliabile implantologicamente per molteplici ragioni anatomiche e trofiche, mentre negli altri siti ossei di questo settore la direzione di inserimento dei maschiatori sarà linguo-vestibolare, in modo da seguire l’asse verticale della parte anteriore della mandibola e rimanere quindi sempre tra le due corticali.

Arcata superiore

Non ci sono sostanziali differenze per quanto riguarda la fase pre-operatoria, l'anestesia e i criteri generali della maschiatura. Si deve solo porre attenzione alla direzione che dovrà avere il maschiatore e di conseguenza l'impianto tenendo comunque conto delle successive vettorialità protesiche. In questo caso infatti la direzione da preferire è quella vestibolo-palatina, soprattutto nei settori posteriori, così da fuggire il seno mascellare e le sue cavità accessorie. Un cenno particolare merita il settore anteriore. La presenza della spina nasale, con la sua notevole densità ossea, costituisce un punto di appoggio importante; in questo settore pertanto si raccomanda di creare un alveolo chirurgico implantare con leggera direzione mesiale così da arrivare, con la parte più profonda dell’impianto, in corrispondenza della spina medesima ed ottenere un impatto ed una stabilizzazione primaria notevoli.

CLINICIZZAZIONE “caricamento immediato”

La clinicizzazione degli impianti a caricamento immediato avviene nella stessa seduta della fase chirurgica, con l’ausilio dell’apposita componentistica e con l’adattamento dei provvisori precedentemente preparati.

Stabilizzazione protesi totali:

Dopo aver collocato gli impianti in posizione 11-21-14-24 superiormente e\o 31-41-34-44 inferiormente si clinicizzano con le apposite sfere ritentive, si procede alla ribasatura della protesi con della resina morbida e condizionante i tessuti molli, così facendo si avrà una stabilizzazione sufficiente fino alla guarigione clinica.
A guarigione avvenuta si costruisce una barra di collegamento con supporti ritentivi, riadattando la protesi alla nuova situazione si avrà una perfetta stabilizzazione.

Stabilizzazione protesi fissa

Dopo aver appurato la stabilità degli impianti, si clinicizzano con l’apposita componentistica, si passa all’adattamento del manufatto provvisorio rinforzato e costruito in precedenza, lasciando libere le vitine protesiche: così facendo si ha la possibilità di ispezionare a piacere gli impianti nell’attesa dell’avvenuta guarigione clinica per poter passare alla protesizzazione definitiva.